L’universo dei fumetti racchiude l’intero mondo della mitologia pop, un Pantheon fatto di economica carta di giornale e colori saturi. Per quasi cento anni i fumetti hanno provveduto ad alimentare fantasie, vie di fuga e compensazioni per adolescenti che spesso si sentono impotenti e incompresi nella loro quotidianità.
Le fantasie legate al potere sono inevitabilmente violente, ma la violenza nei fumetti non ha conseguenze. Dopo tutto è solo un tratto di penna…
Ma cosa succede quando un fumetto incontra la guerra reale?
Nell’era in cui coesistono centinaia di canali televisivi, notizie 24 ore su 24, trasmissioni satellitari istantanee in tutto il pianeta e in cui migliaia di siti vengono aggiornati ogni mezzora, i fumetti sono gli umili tramiti per una documentazione della realtà, e provvedono a fornire una reale comprensione della dimensione umana della guerra, dei genocidi e della rivoluzione. I fumetti diventano una nuova forma di giornalismo.
I fumetti vanno in guerra esplora le implicazioni giornalistiche, estetiche e politiche del riportare la più violenta e terribile esperienza umana attraverso i “fumetti”.